BIOGRAPHY

Born on 7/May/1970
BA in Persian literature
Work Technic: Oil on Canvas, Abstract

Nadia started painting at the age of 25 after graduating from University studying Persian Literature, under the tutoring of Mr Reza Hoseini (a well-known modernist painter of Iran).Under the influence of Indian Natives after a trip to India she started working on a body of work which was exhibited in 2001. After that she worked on Iranian nomads which was exhibited in more than a few galleries in Tehran. Then with influence of Shahnameh (the stories of Kings-the great masterpiece of Ferdosi) created another abstract body of work based on the Persian classic.after that she had Individual exhibition in 2010 with NO TITLE in haft samar Gallery in tehran after that one Group exhibition in 2013 with Iranian nomads in villa castelbarco( lions club-m arte sana 2013) in VaprioD’Adda( milan),In 2013 Nadia was chosen to be introduced in the Encyclopedia of Arts of Italy, after She had participated one group exhibition in 2013 with Iranian nomads with Emotions of the world(group) in castle of Fombio in lodi,than she had participated in Artemonaco2014 with The Ancient Persian’s Goddess in Monaco,than she had participated in Martesana 2014 with Self Portrait in Vaprio D’adda, after she had Exhibition in Museum of art and science with The Ancient Persian’s Goddess.after she had Exhibition in Itinerarte in Savigliano in italy.than in 2015 she participated 2nd biennal art of palermo, after she participate Artificial Intelligence in Berlin, and Roma imperial international prize2015 a roma.
Un Title,Roma Imperial international Prize2015—Roma—Italy
Iranian’s Nomads,2nd international biennal art of palermo— palermo—Italy
The Ancient Persian’s Goddess, Museum of arte e Science Milano—Italy
The Ancient Persian’s Goddess,Art Monaco2014— Monaco
Iranian’s nomads,M Arte Sana(lions club)(villa Castelbarco)—Vaprio D’Adda(milano)—Italy
Iranian’s nomads, Haft Samar Gallery–Tehran-Iran
Iranian’s nomads, Ebn-e-Sina Gallery –Tehran-Iran
Stories Of Shahnameh, Haft Samar Gallery – Tehran-Iran
Self Portait,Artificial Intelligence — Berlin— Germany
: Iranian’s Nomads,Itinerarte—savigliano—Italy
Self Portrait,M Arte Sana—(casa del custode delle acque) Vaprio D’Adda(milano)— Italy
Iranian’s nomads,Emotions of the world(the castello di fombio)-lodi,Italy
No Title, Daryabeigi Gallery –Tehran-Iran
Indian’s natives, Firoozreh Gallery –Tehran-Iran
No Title, Haft Samar Gallery –Tehran-Iran
: Iranian’s nomads, Daryabeigi Gallery –Tehran-Iran

Selection of success and Awards

News and artistic events

imagination In reguards to her art.

Gallery

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POMODORO Giò

Giorgio Pomodoro, in arte Giò Pomodoro (Orciano di Pesaro, novembre ‘30 – Milano, dicembre ‘02), è apprezzato come uno dei più prestigiosi scultori del XX secolo. Nel ‘52 con Il Fratello Arnaldo e Perfetti forma il gruppo 3 P e realizzano gioielli, monili e oggetti d’uso. Nel ‘55 collabora alla rivista “il Gesto”. Con Dorazio, Novelli, Turcato, Tancredi, Perilli, Fontana ed il fratello Arnaldo partecipano alle mostre del Gruppo “Continuità” presentate da Ballo, Argan, e Russoli. In seguito indirizza la sua ricerca verso la “rappresentazione razionale dei segni”. Nelle opere, ampie aree fluttuanti in bronzo e grandi blocchi scolpiti nel marmo o rigidamente squadrati, si aprono degli spazi vuoti che lasciano irrompere la luce del sole. Le sculture di G. Pomodoro sono presenti nelle collezioni pubbliche e private del mondo, fra cui: l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, la Collezione N. Rockefeller di New York, il Museo d’Arte Moderna di Mexico City, la Collezione d’Arte Moderna della città di Jedda, in Arabia Saudita, il Musée d’Ixelles di Bruxelles, il Kunst und Museumverein di Wuppertal, lo Yorkshire Sculpture Park di Wakefield, in Inghilterra, la Fondation Veranneman in Belgio, la Galleria d’Arte Moderna di Roma e Torino e il Civico Museo d’Arte Contemporanea di Milano.

POMODORO Arnaldo

Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 23 giugno 1926). Frequenta l’Istituto d’Arte di Pesaro, precisando il suo interesse per la scenografia. Crea i primi gioielli con la tecnica di fusione in negativo su osso di seppia, appresa da un orafo pesarese. Nel ‘52 insieme al fratello Giò e a Perfetti forma, il gruppo 3P, con loro realizza gioielli, monili e oggetti d’uso. Nel ‘61 e ‘62, fa parte con Fontana ed altri del gruppo informale “Continuità”, da lì raffina una propria cifra stilistica, esprimendo la propria arte nell’equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali, più adatte alle sue capacità espressive di quelle di dimensioni ridotte, che non gli permettono di indagare nel soggetto rappresentato. È considerato uno dei più grandi scultori contemporanei italiani, molto noto ed apprezzato anche all’estero. Le sue opere adornano città importanti come Pesaro, Roma, Milano, Tivoli, Torino, Belluno, Terni, Copenaghen, Brisbane, Dublino, Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali: al Cremlino e all’ONU. Nel ‘95 realizza una scultura in memoria di Federico Fellini, nel ‘96 è stata collocata a New York l’opera “Sfera con sfera” (ø 3,30 m.) e nel ‘98 realizza il portale del Duomo di Cefalù.

PRAMPOLINI Enrico

Modena, 20 aprile 1894 – Roma, 17 giugno 1956. Nel 1912 s’iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Roma, ma viene espulso l’anno successivo per aver pubblicato un manifesto antiaccademico. Esponente di primo piano del Futurismo, frequenta lo studio di Giacomo Balla. Ha stretti contatti con i rappresentanti delle avanguardie artistiche europee: con il dadaismo, il Bauhaus, il De Stijl, con Pablo Picasso, Vasilij Kandinskij e Jean Cocteau. Occupa un posto a sé nel panorama europeo dell’arte astratta. Si caratterizza per il suo profondo interesse per il dinamismo e l’organicismo, che si manifesterà negli anni Trenta e Quaranta in visioni cosmiche ed oniriche. Dopo l’esperienza futurista, realizza anche opere polimateriche e bioplastiche, in cui appare talora influenzato da visioni del microcosmo. Il suo intento, come lui stesso ha dichiarato, è di esprimere le estreme latitudini del mondo introspettivo. A Parigi, nel 1925, entra in contatto col Surrealismo, di cui risente la sua fase definita “idealismo cosmico”. É uno stile pittorico che combina forme biomorfiche e forme non oggettuali, talora con inserti polimaterici. Tra le sue numerose opere, particolarmente suggestiva è la Maternità Cosmica, conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

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